Titolo della tesi

Le parole del testimone. Comprendere e interpretare la testimonianza: deculturazione, trauma e linguaggio.

Tutor: prof.ssa Claudia Hassan

Attività di ricerca

Questo progetto nasce dall’idea che, nell’ambito degli studi sulla Shoah, sia necessario coniugare la memoria con la storia, affrontando la questione del valore epistemologico della testimonianza, in particolare orale, ed elaborando uno specifico metodo di interpretazione, sulla base delle esperienze e degli studi esistenti nell’ambito delle scienze sociali. La mancanza di precedenti della Shoah, la grande mole di documenti non ufficiali prodotti dai perseguitati e sopravvissuti esigono una nuova ermeneutica, un metodo interpretativo che permetta di integrare gli aspetti della testimonianza, come il trauma da deculturazione, il rapporto con il contesto e il linguaggio, con la sua funzione storica. La memoria del testimone può essere considerata sia fonte sia oggetto di studio: si tratta di porre ad essa delle domande diverse da quelle che si pongono al documento d’archivio: non solo che cosa, ma perché e come un evento viene ricordato. Partendo dall’analisi del corpus delle interviste raccolte nel 1946 dallo psicologo David P. Boder e utilizzando strategie interpretative proposte dai recenti studi sul tema della testimonianza e della storia orale, la ricerca si propone di identificare le specificità dei fattori del processo comunicativo della testimonianza e di dimostrarne la validità epistemologica nelle sue due funzioni, di oggetto e di fonte.

This project arises from the idea that, in the field of Holocaust studies, it is necessary to combine memory with history, addressing the question of the epistemological value of testimony, oral in particular, and developing a specific method of interpretation, based on existing studies in social sciences. The lack of precedents of the Holocaust, the large amount of unofficial documents produced by the persecuted and survivors require a new hermeneutics, an interpretative method which allows to integrate aspects of the testimony, such as the trauma of deculturation, the relationship with context and language, with its historical function. The witness’ memory can be considered both a source and an object of study: other questions may be asked, different from those posed to the archival documents: not only what, but why and how an event is remembered. Starting from the analysis of the corpus of interviews collected in 1946 by the psychologist David P. Boder and using interpretative strategies proposed by recent studies on the subject of testimony and oral history, this research aims at identifying the peculiarities of the factors within the communicative process of testimony and to demonstrate its epistemological validity in its two functions, as object and source.